Chi siamo

La nostra musica è tradizione che pulsa, spirito di comunità che vibra

Pastellesse Sound Group in concerto

Nel rispetto della tradizione e con l’intento di divulgare e mantenere viva la cultura popolare delle “Battuglie di Pastellessa” tipica di Macerata Campania (Caserta), nasce nel 2006 Pastellesse Sound Group “I bottari di Macerata Campania”.
La particolarità che accompagna il gruppo è legata alla tipologia degli strumenti usati per la messa in opera dei brani musicali. Botti, tini e falci sono utilizzati, accanto ai più classici strumenti, nella produzione dello spettacolo musicale dove gli strumenti della terra sono percorsi per dar vita a poliritmie che si rifanno alla sonorità e alla musica identitaria della comunità di Macerata Campania, della quale i bottari sono i tipici esecutori.
Pastellesse Sound Group è una realtà viva della world music che fonde la ricchezza del patrimonio culturale con influenze moderne, che porta avanti il proprio messaggio di identità, orgoglio e innovazione, riuscendo così a comunicare il profondo legame tra la terra e la comunità, e che restituisce alla tradizione un’anima contemporanea.
Nei concerti i Pastellesse Sound Group non solo intrattengono, ma raccontano storie di fatica, passione, fede e speranza, invitando il pubblico a riscoprire il valore della cultura popolare e delle radici profonde della propria terra.

Highlights

Il gruppo da sempre presente in numerosi eventi e festival in Italia, si è esibito dal vivo con grandi artisti della scena folk e d’autore, tra cui Enzo Gragnaniello, Carlo Faiello e Marcello Colasurdo, e ha saputo guadagnarsi l’apprezzamento in ambito nazionale, aggiudicandosi il “Premio Musica Popolare” a Il Cantagiro 2023, con presenze in programmi televisivi come “Viva Rai2!” condotto da Rosario Fiorello in onda su Rai 2 e “Linea Verde” in onda su Rai 1.

Pastellesse Sound Group nel 2011 viene riconosciuto di “Interesse Comunale” dal Comune di Macerata Campania (Caserta), a testimonianza dell’impegno profuso nella valorizzazione della cultura locale. Nel 2012 è Ambasciatore FAI per i “Luoghi del Cuore” a favore della Reggia di Carditello. Nel 2013 si esibisce stabilmente nel programma televisivo “Sorrisi e Sapori” condotto dall’attore Antonio Fiorillo. Nel 2014 pubblica il primo lavoro discografico “Tra Sacro e Profano“, composto da 9 brani tradizionali. Nel 2015 pubblica il singolo “Sole e Sole (Lavoro Vero)“, nato dalla collaborazione con il gruppo Calatia e il rapper Fabio Farti. Nel 2020 pubblica i singoli “Smània ‘e libertà” e “Lùce argiénto“, a cui seguono i singoli “‘A jurnàta ‘e Sant’Antuono” nel 2021 e “Re Lazzarone” nel 2022. Nel 2023 partecipa a Casa Sanremo Live Box, in occasione del 73° Festival della Canzone Italiana, presentando il brano “Vulesse ‘O Bene Overo” che anticipa la pubblicazione del disco musicale “Nu Munno Tutto Nuovo“, composto da 9 brani inediti; segue, poi, la pubblicazione del singolo “Guardate attuorno” con cui si aggiudica il “Premio Migliore Musicalità” a Performer Italian Cup 2023. Con i brani “Guardate attuorno” e “Pe’ tutt’ e nisciuno” partecipa all’edizione 2023 de Il Cantagiro, aggiudicandosi il “Premio Musica Popolare – Il Cantagiro rivive Napoli”. Nel 2024 presenta il brano “Guardate attuorno” a Casa Sanremo Live Box, in occasione del 74° Festival della Canzone Italiana,  a cui si aggiunge la presentazione del videoclip nella prestigiosa sede centrale dell’UNESCO a Parigi in Francia, in occasione della decima Assemblea Generale degli Stati membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale; segue, poi, la pubblicazione del videoclip del brano “Pe’ tutt’ e nisciuno“, con nuovi arrangiamenti, in occasione della prima Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale promossa dall’UNESCO. Nel 2025 partecipa come ospite nell’album “Rumore al Sud” di Pietro Cirillo e Officine Popolari Lucane, incidendo due brani: “Agli occhi tuoi” con Marcello Coleman e “Terra, pane e libertà” con Nando Citarella e Gabriele Albanese; segue, poi, la presentazione del videoclip del brano “Guardate attuorno” alla V Mostra Internazionale di Opere Audiovisive sul Patrimonio Culturale Immateriale di Città del Messico.

Pastellesse Sound Group “I bottari di Macerata Campania”

La nostra tradizione…

Un carro di Sant’Antuono nel 1956-1957

La tradizione musicale delle “Battuglie di Pastellessa” nasce a Macerata Campania (Caserta) in epoca precristiana come rituale propiziatorio per un buon raccolto e per allontanare il male e oggigiorno in campo internazionale rappresenta una delle forme etnomusicali più affascinanti.

La “Battuglia di Pastellessa” rappresenta l’espressione più genuina del folclore di Macerata Campania. È un gruppo composto da particolari esecutori, denominati “bottari”, che coordinati dal “capobattuglia” (maestro di esecuzione) nella percussione di botti, tini e falci, danno vita a sonorità che entrano immediatamente nel cuore e nella mente di chi le ascolta, una musica primigenia che travolge suonatori stessi in primis e il pubblico ovviamente. Un rituale, questo, di “musica di lotta contro il diavolo” che per i maceratesi assume uno spiccato valore devozionale per Sant’Antonio Abate.
Le percussioni di botti, tini e falci, sulle quali vengono intonati dei canti inediti o della tradizione, sono eseguite mescolando all’occorrenza tre modelli ritmico-musicali: il più energico e ossessivo detto “a Sant’Antuono”, quello forse più antico denominato “a pastellessa” (indicato, anche, come “musica dei morti”) e poi il terzo ritmo detto “a tarantella”, usato normalmente per accompagnare i canti. Le poliritmie ottenute sono, solitamente, indicate con i nomi di “pastellessa” o “musica di Sant’Antuono”, che si rifanno alle terminologie già adottate per i modelli base. 

Nata come rituale pagano, questa tradizione è confluita nel corso del tempo nella Festa di Sant’Antuono (Sant’Antonio Abate), celebrata il 17 gennaio a Macerata Campania, la cui origine è riconducibile al XIII secolo.
La festa in onore di Sant’Antonio Abate è un insieme di religiosità, folclore e partecipazione popolare, nel quale i bottari di Macerata Campania assumono la funzione di protagonisti. L’evento è un susseguirsi di attività che dura svariati giorni a partire dal sabato e la domenica che precedono il 17 gennaio. È questa una delle feste popolari/religiose più importanti della Regione Campania, alla quale accorrono ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta l’Italia.
L’unione del culto cristiano e della devozione per il Santo, con antichi retaggi pagani, rendono la festa un evento di importanza culturale e popolare capace di coinvolgere non solo tutta Macerata Campania, ma anche le comunità limitrofe. Giovani, adulti, anziani e perfino bambini, infatti, uniscono le proprie forze per la preparazione di questo evento, soprattutto nella creazione dei “Carri di Sant’Antuono”, cioè da 15 a 20 enormi carri a forma di barca che nei giorni di festa sfilano per le strade del paese e sui quali si esibiscono gli oltre 1000 bottari che compongono le Battuglie di Pastellessa partecipanti.

Pastellesse Sound Group nella Festa di Sant’Antuono edizione 2009

L’evento è catalogato fra le feste italiane principali dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura ed è inserito nell’Inventario del Patrimonio Immateriale Campano della Regione Campania. Nel 2012 il Comune di Macerata Campania ha riconosciuto la Festa di Sant’Antuono come patrimonio culturale immateriale della comunità, attribuendo alla città la denominazione tipica di “Paese della Pastellessa”. L’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa, che si occupa della salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale, già Osservatore WIPO dal 2012, è stata accreditata nel 2014 dall’UNESCO come NGO presso il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

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Pastellesse Sound Group "I bottari di Macerata Campania"
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